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Un piano da 3,7 miliardi di euro finalizzato allo svecchiamento delle flotte di trasporto pubblico tramite il massiccio dispiegamento di autobus a trazione alternativa.

È quanto prevede il Piano Strategico Nazionale della Mobilità Sostenibile, agilmente abbreviato in Pnms. A gennaio è stato approvato il trasferimento 2,2 miliardi alle Regioni, che a loro volta li useranno per finanziare l'acquisto di bus elettrici, a metano e ad idrogeno.

L’obiettivo, si legge nella nota diramata dal ministero, «è quello di rinnovare il parco dei bus con mezzi meno inquinanti e più moderni, riducendo l’età media del parco vetture per promuovere il miglioramento della qualità dell’aria, ricorrendo a tecnologie innovative in linea con gli accordi internazionali e con le disposizioni normative della Unione Europea».

È previsto che alle regioni del sud debba andare non meno del 34% delle risorse stanziate. Viene anche stabilito che le risorse assegnate nel primo triennio, sino al 50% del contributo concesso, possono essere destinate alla realizzazione della rete infrastrutturale per l’alimentazione alternativa (es. metano, idrogeno, elettrica).

Il piano prevede tre graduatorie distinte, in cui ripartire un totale di 3,7 miliardi di euro a disposizione. Oltre ai 2,2 miliardi destinati alle Regioni in virtù del decreto firmato a inizio anno, ci sono 398 milioni di euro per comuni capoluogo di città metropolitane e Comuni capoluogo di provincia ad alto inquinamento di PM10 e biossido di azoto e 1,1 miliardi per comuni e le città metropolitane con più di 100.000 abitanti.